Modena. Aldo libero, denunce e diffamazioni non fermeranno la lotta.

Dopo due giorni dall’arresto, Aldo Milani é libero. Lo decide la gip di Modena Eleonora De Marco, pena commutata in obbligo di dimora in Lombardia e obbligo di firma. Decisione presa dopo due giorni di carcere per il coordinatore nazionale del SiCobas, accusato di estorsione assieme a Daniele Piccinini, uomo, legato a una delle cooperative che forniscono manodopera all’azienda dei fratelli Levoni. Due giorni di diffamazione mediatica da parte della stragrande maggioranza dei media mainstream che all’unisono hanno riportato in maniera miope la velina della questura modenese, e da molti personaggi legati al mondo sindacale, che non hanno perso tempo a demonizzare Milani. Versione smentita dagli atti dell’inchiesta da cui risulta, dice l’avvocatessa del sindacalista Marina Prosperi, che Aldo Milani é estraneo ai fatti.

L’attacco al sindacalista arriva nel contesto della vertenza dei 52 licenziati della cooperativa Alcar Uno, in appalto per Levoni, colpevole di non aver versato i contributi INPS utili a maturare l’assegno di disoccupazione per i propri “soci-lavoratori”.

Seguiamo fin dalla mattina di sabato il presidio di oltre 2mila persone che si è riversato fuori dal carcere di Modena, esigendo il rilascio del proprio compagno. Rilascio poi avvenuto nel primo pomeriggio.

Di seguito la prima corrispondenza dal presidio in mattinata.

Sotto la seconda corrispondenza con la scarcerazione di Aldo Milani.

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